Descrizione
Viene qui presentata la fedele ristampa anastatica della prima edizione del 1906 del saggio di Abele De Blasio, medico e antropologo, sul tatuaggio.
Il tatuaggio ha accompagnato da sempre, fin dagli albori della razza umana, il cammino dell’uomo. In antico poteva avere molteplici funzioni, che potevano essere diversissime a seconda dell’epoca e del contesto culturale, tanto che poteva essere: atto di consacrazione agli Dèi, distinzione onorifica, espiazione religiosa, segno di schiavitù, sistema di identificazione e appartenenza a una casta sociale, suggello di patti e pegni, nota d’infamia, abbellimento, pittura magica apotropaica, terapeutico.
L’Autore descrive le usanze inerenti il tatuaggio presso i popoli indigeni dei vari continenti, per poi passare a descrivere in maniera più estesa e dettagliata l’uso e la tradizione del tatuaggio in Europa, e quindi in Italia.
Un testo molto interessante e illuminante, che riporta informazioni e curiosità che oggi pochi conoscono, a partire dall’origine etimologica della stessa parola “tatuaggio”, e particolarmente importante soprattutto in questa epoca storica, in cui il tatuaggio è diventato di fatto un “must” sociale tra le giovani generazioni, e tutti si tatuano, spesso senza avere la benchè minima consapevolezza e cognizione dell’atto che stanno facendo o che hanno fatto.

