Descrizione
Viene qui presentata la fedele ristampa anastatica in edizione integrale della prima edizione del 1584 di questa opera di Giordano Bruno, pubblicata a Londra, e non a Parigi, come scritto fuorviantemente nel frontespizio della prima edizione.
Le bestie trionfanti sono immaginate nelle costellazioni celesti, rappresentate da animali: occorre “spacciarle”, cioè cacciarle dal cielo in quanto rappresentanti vizi che è tempo di sostituire con altre virtù: via dunque la Falsità, l’Ipocrisia, la Malizia, la «stolta fede», la Stupidità, la Fierezza, la Fiacchezza, la Viltà, l’Ozio, l’Avarizia, l’Invidia, l’Impostura, l’Adulazione, e via elencando.
Nello Spaccio ontologia, etica e religione sono strettamente interconnessi. La religione che Bruno vuole è quella del buon cittadino che opera diligentemente per la comunità, che ha il senso del consorzio civile, del cittadino capace di essere semplice ma anche eroico, che sviluppa e favorisce la convivenza pacifica e la conoscenza della natura. Si tratta dunque di un programma che si pone agli antipodi delle posizioni del cristianesimo, quella «finta religione […] tragedia caballistica» che va da Paolo a Lutero.
Per queste argomentazioni e per le sue convinzioni sulla Sacra Scrittura, sulla Trinità e sul Cristianesimo, Giordano Bruno, già scomunicato, fu incarcerato, giudicato eretico e quindi condannato al rogo dall’Inquisizione della Chiesa cattolica. Fu arso vivo a piazza Campo de’ Fiori il 17 febbraio 1600, durante il pontificato di Clemente VIII. Ma la sua filosofia sopravvisse alla sua morte, portò all’abbattimento delle barriere tolemaiche, rivelò un universo molteplice e non centralizzato e aprì la strada alla Rivoluzione scientifica: per il suo pensiero Bruno è quindi ritenuto un precursore di alcune idee della cosmologia moderna, come il multiverso; per la sua morte, è considerato un martire del libero pensiero.

